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martedì 20 maggio 2008

Di Osho


E' inevitabile che il ricercatore spirituale debba soffrire lungo il sentiero?

Dipende:
di per sé la crescita non implica alcuna sofferenza; soffrire nasce
dalla tua resistenza alla crescita.
Crei sofferenza perché continui a
resistere, non ti permetti di crescere.
Hai paura di vivere la crescita
totalmente, ti accompagni a lei senza passione.

Per questo soffri, perché ti dividi, ti dissoci.
Una parte di te coopera e
una parte di te oppone resistenza, è contraria.
Questo conflitto interiore
crea in te la sofferenza.

Quindi, lascia perdere questa idea, molte persone credono che si debba soffrire per crescere. é un'assurdità bella e buona!
Se cooperi totalmente,
non c'è affatto sofferenza.
Se sei in uno stato di abbandono, invece di
soffrire sarai felice.
Ogni istante sarà un istante di beatitudine e di
benedizione.
Dunque, non scaricare la responsabilità sulla crescita.
La nostra mente è
molto astuta e ingannatrice: dà sempre la responsabilità a qualcuno, a qualcosa, non si assume mai la responsabilità in prima persona.
Tu sei la
causa della sofferenza.

Se ti è possibile, ricorda tre cose.

La prima: se vuoi crescere lascia cadere il passato, perché ogni resistenza deriva dal passato.
Continui a giudicare riferendoti al passato, ma il
passato non è più, è del tutto irrilevante, eppure continua a interferire.

Continui a giudicare in base a quello, continui a dire: "Questo è giusto e quello è sbagliato", e tutte queste idee di giusto e sbagliato, tutti questi giudizi, derivano da qualcosa che è morto.

Il tuo passato cadaverico pesa su di te al punto che ti impedisce di muoverti. Lascialo cadere completamente, e rimarrai sorpreso: la maggior parte della sofferenza scompare.

La seconda cosa da ricordare è: non crearti aspettative per il futuro.
Se ti
aspetti qualcosa, di nuovo creerai dolore, perché le cose non accadono conformandosi a te; le cose accadono in conformità col Tutto.

L'onda, una piccola onda nell'oceano, non può essere il fattore decisivo: l'oceano decide.
L'onda deve restare in uno stato di abbandono.
Se l'onda
vuole andare verso Oriente, inevitabilmente nasceranno dei problemi, e in questo caso, la sofferenza sarà inevitabile.

Se i venti non vanno verso Oriente, se l'oceano non lo vuole, cosa farà l'onda? Soffrirà.
Lo chiamerà destino, dirà che sono le circostanze, le
condizioni sociali, la struttura economica, la società capitalista, la cultura borghese, l'inconscio freudiano... ora le chiami "le sofferenze della crescita".
Ma non stai facendo altro che spostare la responsabilità.


In realtà soffri a causa delle tue aspettative. Quando non sono appagate -- e non lo saranno mai! -- ne deriva frustrazione, ne consegue il fallimento, e tu ti senti rifiutato, come se l'esistenza non si curasse di te.

Lascia cadere le aspettative per il futuro.
Rimani aperto, rimani
disponibile a qualsiasi cosa accada, ma non programmare il futuro.
Non
fabbricare nessuna idea psicologica, nessuna fissazione sul futuro, su come dovrebbero andare le cose: allora vedrai scomparire un'altra porzione rilevante di sofferenza.
Queste sono le due cause fondamentali della
sofferenza.

E la terza cosa: al "Movimento per lo Sviluppo delle Potenzialità dell'Uomo"
manca una cosa essenziale.
Esso cerca di aiutarvi a crescere, ma ancora non
è riuscito a creare in voi uno spazio meditativo.
Per cui rimane una lotta
costante, uno sforzo di volontà, ma non è rilassamento, non è riposo.

Quindi, resta da ricordare una terza cosa, e tutta la sofferenza scomparirà: crea energia meditativa, crea dentro di te uno spazio di meditazione.
Ai
metodi occidentali questo manca, ed è una cosa essenziale.

Ecco perché nella mia comune lo sforzo consiste nell'usare tutti i metodi occidentali di psicoterapia, affiancati da tutti i metodi orientali di meditazione. Forse, oggi questo è l'unico posto in tutto il mondo, in cui l'Oriente e l'Occidente si stanno veramente incontrando, e non è un incontro diplomatico come accade all'ONU.
Qui, questi due emisferi si stanno veramente fondendo,
e non politicamente, non in modo diplomatico, perché un incontro diplomatico non è un incontro, è solo una facciata, una finzione.

Qui sta accadendo un incontro d'amore: l'Occidente e l'Oriente, per la prima volta, vivono una storia d'amore.

L'Occidente ha sviluppato tecniche molto importanti: la Gestalt, l'Encounter, la Primal, la Bioenergetica, e molte altre. E anche l'Oriente ha sviluppato molti metodi: Zazen, Vipassana, la danza Sufi, lo Yoga, il Tantra.
Il loro approccio è diverso, così diverso che entrambi rappresentano
solo una metà del Tutto, per cui a entrambi manca qualcosa.

I metodi orientali sono in grado di creare uno spazio meditativo, ma ti rendono introverso al punto che inizi a fuggire dalla vita; in passato tutti i metodi orientali si sono dimostrati essere un'evasione dalla realtà.
Si
arriva a desiderare di ritirarsi in un monastero, vuoi andare sull'Himalaya, vuoi andare in una caverna chissà dove, e vivere da solo. Questi metodi ti insegnano come stare da solo, felicemente solo: ma a questo punto, qualcosa viene a mancare.

La vita è anche relazione, la vita è anche stare insieme, la vita è anche comunione. é bellissimo essere beati in solitudine, ma questa è solo metà della storia: dovreste essere beati anche quando siete insieme a qualcuno.
E quando siete beati con qualcuno, la beatitudine raggiunge una vetta ancor più alta.
In solitudine sei come un suonatore di flauto, un solista; quando
sei beato in un rapporto, la musica assomiglia a un'orchestra.

L'Occidente ha creato metodi che vi danno un impulso maggiore verso l'essere estroversi.
Vi forniscono sistemi, tecniche per imparare a essere in
relazione, per stare bene nei rapporti con gli altri.
Sono metodi d'amore,
ma manca loro qualcosa.

Arrivi ad apprezzare le relazioni, ma ogni volta che sei solo... e, essenzialmente, tu sei solo.
Sei nato solo e morirai solo; nel centro più
profondo del tuo essere, sei sempre solo.
Per cui, in superficie sei felice,
ma in profondità persiste una sottile corrente di infelicità.
Non sei in
grado di incontrare te stesso, non riesci a stare di fronte a te stesso, non riesci a vederti.

L'Occidente ha fallito perché ha sviluppato solo l'estroversione; l'Oriente ha fallito perché ha sviluppato solo l'introversione. E l'uomo non è né estroverso né introverso.

Vorrei che venisse scritto a caratteri cubitali che la tipologia ideata da Carl Gustav Jung è assolutamente sbagliata.

L'uomo non può essere diviso così facilmente in categorie -- non si può dire che qualcuno sia un introverso e qualcuno un estroverso -- perché l'uomo è una totalità, un essere integro.
Possiede una sfera interiore e una sfera
esteriore, ed entrambe devono essere nutrite, entrambe devono essere appagate.

Quindi, se ti limiti a seguire i metodi occidentali soffrirai molto, perché attraverso di essi non sarai in grado di creare uno spazio meditativo.
Se
segui solo i metodi orientali, potrai creare uno spazio meditativo, ma diventerai assolutamente inutile nel mondo e ti mancherà l'arricchimento che deriva dalla comunione con altri esseri umani.

Qui io mi sforzo di creare la prima sintesi tra estroversione e introversione, e di aiutare l'uomo perché diventi abile in entrambe, simultaneamente.
In questo modo, l'essere umano potrà spostarsi con facilità
dall'estroversione all'introversione, e dall'introversione all'estroversione, non è necessario dividere l'uomo in categorie stagne.

L'uomo può diventare pura fluidità. é tanto semplice quanto l'uscire di casa.
Quando esci di casa, non pensi di
diventare un estroverso.
Quando in casa senti che l'aria si è raffreddata e
all'esterno non ci sono nuvole e il sole può scaldarti, esci: non ci pensi su due volte.
Non decidi: "Adesso voglio essere un estroverso".

Viceversa, se il sole scotta troppo e la calura ti soffoca, non prendi una
decisione ferrea: "Devo rientrare. Ora voglio essere un introverso".
Niente
affatto! Quando il sole è troppo caldo, non fai altro che entrare in casa, e quando all'interno è troppo freddo, esci.
Uscire di casa oppure entrare in
casa non è affatto un problema, perché tu non sei legato né all'interno né all'esterno.

Il mio sforzo qui è aiutarvi a essere liberi sia all'interno che all'esterno, perché voi non siete né la sfera interiore né quella esteriore, siete qualcosa che trascende entrambe.

La sfera interiore e la sfera esteriore non sono altro che parti della vostra personalità; è la casa in cui vivete ad avere un interno e un esterno.
Ma la vostra consapevolezza non ha alcun "interno" né alcun
"esterno".

Dunque, ricorda queste tre cose: lascia perdere il passato, lascia perdere le aspettative sul futuro, e crea una sintesi tra introversione ed estroversione. E tutte le sofferenze scompariranno.

No, il ricercatore spirituale non deve necessariamente soffrire, lungo il sentiero. Soffri perché non sei consapevole delle tue responsabilità. Non soffri a causa della tua crescita.
Soffri perché non sei cosciente delle tue
resistenze, del tuo orientamento al passato, delle tue aspettative verso il futuro, e non sei consapevole del fatto che in te manca uno spazio meditativo.

(Tratto da: "The Book of the Books", 12 aprile 1980)

PS: ho deciso per la prima volta di pubblicare qualcosa che non ho scritto io, piccolo strappo di regola, perchè alcune di queste cose descritte io le facevo anche prima che un amico mi mandasse questo estrapolato di testo, spero possa servire ad altri così me è servito a rafforzare alcune cose in me.

24 commenti:

Cesco ha detto...

Ciao Ishtar... Post lungo, eh? Dunque... è un modo di vedere che mi è del tutto estraneo. Il raggiungimento della felicità non rientra per me nella natura umana, poichè essa è eternamente insoddisfatta, ma è dalla sua insoddisfazione che deriva il progresso. Attenzione, ho detto "insoddisfazione", non "frustrazione", poichè la seconda porta solo ad odiare il nostro vicino e alla regressione allo stato di bestie. Non mi sembra neanche opportuno liberarsi dal passato, poichè esso ci ha formato e guidato nelle nostre scelte, piuttosto penso invece che bisogna liberarsene in modo diverso. Cioè guardare il mondo con occhi incondizionati dal passato, ma senza dimenticare la storia dell'evoluzione umana. Inoltre, l'umanità intesa come un'unica entità, non mi è troppo congeniale, poichè spero in un mondo dove ognuno sia individuo (un pò come il superuomo di Nietzsche) al di sopra di ogni preconcetto o influenza esterna che non sia la propria.

In pratica, non sono d'accordo su niente, ma è comunque un discorso molto interessante e aperto ad un dialogo :-)

Tony Pannone ha detto...

Rispondendo al post precedente dico che il tuo pensiero è giusto, in quanto l'amore ed odio sono le due faccie della stessa medeglia, in questo caso la medeglia e' la vita...L'amore è il principe dei sentimenti, ma è incluso nel reparto di cio' che proviamo attraverso il senso è la percezione.Nessuno uomo è privo d'odio o d'amore e addirittura dico che come la morte, l'amore è uguale per tutti, poi chissa' ci torneremo se vuoi su questo argomento. per cio' che riguarda Osho è il suo pensiero, va rispettato ma non seguito alla lettera, celebrare la vita è giusto, ma lo spirito in noi ci aiuta a superare e farci capire le difficolta' della vita. Non ci sono tecniche spirituali per vivere meglio e cresere bisogna metteci solo un po' di buona volonta',il resto vine da se e tutti i progressi nella nostra vita vengono grazie all'aiuto del nostro intuito...... L'intito è la capacita' di ognuno di noi di ricevere e trasmetter il bene e il male. ciao a presto.....

acquachiara ha detto...

Non posso fare altro che ringraziarti :-))
Osho è un provocatore nei suoi insegnamenti e credo vada interpretato, per rispondere un po a Cesco "liberarsi dal passato" non è dimenticarlo ma non esserne schiavi, nel senso di non viverci dentro, certo l'esperienza e fondamentale ma è anche in costante cammino, restare ancorati è un gioco della mente che non vuole cambiare, e poi l'umanità è un unico organismo formato da individualità, le cellule del nostro corpo non sono tutte uguali e eppure tutte concorrono a crearlo, quando una scantona si sviluppa un cancro perchè ha perso di vista la globalità del corpo.
In effetti il suo concetto di globalità è sempre stato esattamente l'opposto di quello che si intende oggi, per lui il problema di uno è il problema di tutti perchè come nel discorso della cellula il cancro è sempre in agguato.

ISHTAR ha detto...

Ciao Cesco
post lungo ma io condivido questi pensieri.
Però non mi sembra da quello che dici che il tuo pensiero sia così diverso dal messaggio di Oschio.
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Ora provo a spiegarti come la vedo io senza voler per questo convincere nessuno:

1 Chi ti diche che la felicità non si possa avere?
io nonostante tutto lo sono, anche perchè vivo senza aspettative che non significa non avere obbiettivi, ma semplicemente accettare il proprio destino.

Certo aiutati che dio di aiuta ma anche l'uomo propone e dio dispone!

Ti dirò di più oltre quello che sai già della mia vita me ne sono capitate anche altre, e tutte di seguito, e vivere senza aspettative è stata una sorta di difesa automatica alle sofferenze, se io non mi aspetto nulla non potrò deludermi, e se verrà qualcosa di buono ne gioirò il doppio, vivo veramente in quest'ottica!
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2 Liberarsi del passato non significa dimenticarlo definitivamente per me siamo il risultato del nostro passato ma ci sono eventi che pur essendo già passati continuano a condizionarci, in quel senso consiglia di lasciarlo cadere, di vivere per quello che siamo oggi senza farci condizionare dal passato.
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3 Noi facciamo parte di un tutt'uno inteso come ciclo ad esempio mi viene in mente quello dell'acqua, ognuno è un tassello importante tanto quanto gli altri indispensabili gli uni agli altri.
Siamo un pezzo di un grande puzzle che è la vita di tutti anche perchè inevitabilmente le azioni di un individuo si ripercuotono anche nelle vite altrui.
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4 Quando si parla di giudicare cosa è bene e cosa è male posso dirti una cosa io tutto ciò che mi sta capitando nella vita non lo giudico ne bene ne male, doveva succedere, e cerco di trarne insegnamento, e di trovare un lato positivo anche se non sempre è facile trovarlo in tutto.
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5 Trovare un equilibrio tra estroversione e introversione è il mio obbietivo attuale perchè sento forte l'esigenza di isolarmi, ma non disdegno la compagnia di pochi.
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6 L'unico punto in cui non concordavo è sulla sofferenza ero convinta che fosse indispensabile alla crescita, ma leggendo questo testo ho capito che sono le difficoltà/prove che incontri nel cammino e le nostre relative scelte che ci facciano crescere.
Ma con le ultime situazioni che sto vivendo devo concordare col fatto che se non ci si oppone al proprio destino si lascia andare via parecchia sofferenza.
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Cesco la mia vita da 4 anni a questa parte è stata rasa al suolo da un uragano che ha spazzato tutte le illusorie certezze che avevo, lasciando solo le radici solide che mi accompagnano per fortuna da tempo, ora so che le uniche certezze della vita sono la morte e le difficoltà, e la serenità e felicità arrivveranno se farò le scelte giuste per il mio cammino, se ascolterò le esigenze della mia anima.
E credimi io ora sono serena e felice!
Ciao :-)

acquachiara ha detto...

io e la commissione interna facciamo la ola per te piccola stella del mattino :-)))))))))

ISHTAR ha detto...

Tony
ben venuto!

Prima il rituale di accoglienza, poi lo scambio di opinioni!

Allora io penso che nell'adolescenza sia facile scambiare un sentimento per un altro credere di amare o di odiare.

Onestamente per tanto tempo ho avuto tanta rabbia che mi impediva di vivere bene proprio in virtù di condizionamenti passati, ora per fortuna non più sono serena, ma odio non ricordo di averne provato e mi auguro di avere la forza di non provare questo sentimento.
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Concordo quando dici che non ci sono regole, magari sono più dei consigli di chi la sa lunga e poi penso che vada interpretato non preso alla lettera come ha ben detto Acqua.

Non sono d'accordo quando dici che non ci sono tecniche spirituali che ci possono aiutare a vivere meglio, ce ne sono ma bisogna trovare quella che vestimo meglio!

Piccole vecchie astuzie che aiutano ma che non servono da sole non fanno miracoli senza la nostra buona volontà!

L'istinto non sempre ci dice la verità abbiamo anche una razionalità e non va dimenticata!

Il difficile è bilanciare i due aspetti, anche se non tutti hanno la consapevolezza del bene e del male, ci sono soggetti che non c'è l'hanno e sono purtroppo quelli che uccidono con piacere, sto facendo un azzardo lo so, ma io penso questo.

Avere consapevolezza del bene e del male, o coscienza è importante ma non va confuso col giudizio del comune considerare alcune cose bene o male che influenza le nostre vite.

Ma per spiegarti quest'ultimo mio "delirio" ti faccio un esempio molto concreto:
per me una famiglia è sacra, ma se due persone si incontrano e si innamorano cosa è giusto o sbagliato?
Bisognerebbe rimanere in famiglia perchè quello è considerato bene o seguire la strada del cuore?
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Poi contraccambio la visita, ma ora vado a nanna oggi giornatina intensamente frenetica!
Ciao e notte :-)

Cesco ha detto...

La spiegazione è stata più esaustiva, devo ammetterlo, avevo interpretato un pò male. Devo però fare alcune considerazioni, e come dici tu stiamo solo discutendo, non voglio certo convincere nessuno. In un certo senso io mi ritengo felice di essere infelice. Nel senso: se non mi ritengo soddisfatto, cerco di sopperire a questo bisogno, ma se non lo raggiungo, non mi abbatto di certo. Continuo invece ad inseguirlo, e questo contribuisce alla mia crescita. Io "mi aspetto" qualcosa dal futuro, anche se magari non riuscirò a raggiungerlo appieno, ma comunque crescendo nel tentativo. Trovo per questo difficile accettare che una cosa sia inevitabile, poichè ognuno è responsabile del proprio destino, pur se condizionato dal mondo che si muove attorno a noi. In un certo senso mi piace anche la sofferenza, perchè i risultati più alti si raggiungono con la fatica, e questo non vale solo in campo spirituale. Una felicità come la tua, mi sembrerebbe "artificiosa", ma solo perchè la pensiamo in modo diverso, non certo perchè penso che sia fasulla anche per te.

Parlando d'altro, stamane ho letto un'altra notizia interessante, legata a quella di qualche giorno fa, sulla Nuova.

Ciao

Elsa ha detto...

concordo con ciò che dice il mitico Cesco....
un buon lavoro a prescindere...
brava...
elsa

Elsa ha detto...

ho letto tutti i commenti.....belli e degni di riflessioni....
vado a fare un tuffo nel mio mareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

streghetta ha detto...

Cara compaesana..sono passata solo per un saluto. Domani con più calma e sopratutto lucidità, vista l'ora, esprimo un mio modestissimo parere. Notte

Nella ha detto...

Ciao ishtar passo di corsa torno domani per leggere i tuoi post ... volevo augurarti buonanotte e ... dirti che ti ho passato un meme ... baci notte

stella ha detto...

Quante sofferenze e tanta serenità...Sei ammirevole!Anch'io ho sofferto molto nella mia vita e ne porto ancora le cicatrici...Ti voglio bene,is !

ISHTAR ha detto...

Stella
ricambio il tuo affetto.
Ciao :-)
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Nella
con calma poi vedrò di cosa si tratta e passerò così anche altri due meme!
Ho la fissa per il numero 3!
Intanto grazie e buona giornata, per me sono giorni un pochetto pieni e impegnati ma mi piace lo scambio costruttivo ed intelligente e come posso rispondo a tutti e passo nei vostri blog!
:-)
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Ciao Streghetta
fai con calma anche io sono parecchio indaffarate, per ora buona giornata :-)
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Sorre
si il discorso si fa interessante e spero coinvolga le persone anche perchè ci vuole attenzione e tempo per leggere tutto il post!
Goditi il mare! :-)
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Cesco:
prima di tutto la mia è solo un interpretazione, e poi penso che in fondo stiamo dicendo le stesse cose con concetti diversi!

Ora provo a spiegarmi meglio:

...mi ritengo felice di essere infelice. Nel senso: se non mi ritengo soddisfatto, cerco di sopperire a questo bisogno, ma se non lo raggiungo, non mi abbatto di certo. Continuo invece ad inseguirlo, e questo contribuisce alla mia crescita.
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1-tu dici che la consapevolezza di non essere felice ti stimola a pretendere da te stesso, a darti da fare per ottenerla senza rimanerci male se questa non arriva, se sostieni questo non sei in contraddizione con me io sono felice perchè serena e non mi accontento facilmente in generale solo perchè lo sono!
--------------------
...Io "mi aspetto" qualcosa dal futuro, anche se magari non riuscirò a raggiungerlo appieno, ma comunque crescendo nel tentativo.

2-Aspettarti qualcosa dal futuro come lo intendi tu significa per me avere degli obbiettivi da raggiungere, anche io li ho, e il fatto che tu dica non mi dispero se non li raggiungo, significa che accetti il tuo destino:

diciamo la stessa cosa!

in effetti non aspettarsi nulla dal futuro signifa secondo me non fasciarsi la testa, vivere seguendo i propri obbiettivi ma se si capisce che non è quella la strada accettiamo!
-----------
...Trovo per questo difficile accettare che una cosa sia inevitabile, poichè ognuno è responsabile del proprio destino, pur se condizionato dal mondo che si muove attorno a noi.

3-Io penso una cosa noi siamo liberi nelle scelte che influiscono nel nostro percorso personale, in sostanza la vita è fatta di strade, incroci, scorciatoie e noi siamo liberi di scegliere quelle da percorrere tuttavia è già scritto cosa accadrà sia che ne scegliamo una piuttosto che un altra!
E quando dici che il nostro destino è condizionato dal mondo che ci circonda secondo me è vero e soprattutto con questo si può capire che se è condizionato è perchè siamo parte di un ciclo che poi non sia in armonia è la conseguenza delle scelte egoistiche anche di altri, se no vivremo maggiormente in salute etc.
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...In un certo senso mi piace anche la sofferenza, perchè i risultati più alti si raggiungono con la fatica, e questo non vale solo in campo spirituale.

4-Da queste parole io penso di aver capito che tu non parli della stessa sofferenza di cui parlo io, ma parli della giusta fatica che si sopporta per raggiungere un obbiettivo, è che ti fa sentire maggiormente la soddisfazione di averlo raggiunto!
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ho riportato parti del tuo discorso per cercare di essere più chiara, semplicemente.

Ora il mio discorso sulla felicità è la conseguenza della mia serenità e del modo nuovo di guardare le cose e al futuro, capisco che per te sia incredibile accettare che no nostante tutto quello che ho passato e passerò io riesca ad esserlo, ma è la conseguenza della liberazione dei fantasmi tormenti passati, dell'accettazione e consapevolezza di me stessa, e dell'accettare che comunque ci sono eventi che prescindono dalle nostre volontà, non per questo non ho obbiettivi cerco solo di non darli peso eccessivo di non concertrarci tutta la vita!
Ma il cammino è lungo e solitario!
Spero di essermi spiegata meglio ora, ciao :-)

Anonimo ha detto...

Momenti della vita dove il ripetersi di situazioni forse anticamente note, portano a lacerazioni immense, cicli che devonpluralita' si puo' andare avanti,perche' se cercassimo di lenire il ns io soltanto la ns anima tornerebbe ad essere un deserto.
Ho scrtto questi spezzoni di pensiero cosi' come mi sono venuti
Stefaniao completarsi e noi arbitri di noi stessi.
Come porsi, a volte il ns dolore sembra il piu' grave di tutti ci si puo' rinchiudere a riccio di un passato funesto e reo, quindi nell'immobilita' piu' assoluta.
O aprirsi nella totalita' sentendosi parte integrante dell'insieme, decidere di nuovo di generare, ascoltare anche il mormorio del frusciare di una foglia.
Staccarsi dalla gabbia del dolore o delle tante prove, non dimenticare perche' l'amore come il dolore sono in noi, non si cancella quello che ti e' appartenuto, ma si puo' evolverlo nell'insieme.
Mutare il dolore riconoscendolo e dandogli la mano come se fosse tuo fratello e, con lui iniziare un cammino rigenerante.
L'anima non ha confini e limiti, siamo noi che l'ostacoliamo con le ns paure, certo non e' un lavoro facile, lo sgomento a volte e' tanto che puo' modificarne il corso.
Ma solo rendendoci conto della

Anonimo ha detto...

non comprendo cosa sia successo si e' intrecciato tutto, quindi non si comprende nulla.
riprovo
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Momenti della vita dove il ripetersi di situazioni forse anticamente note, portano a lacerazioni immense, cicli che devono completarsi e noi arbitri di noi stessi. Solo nella pluralita' si puo' andare avanti,perche' se cercassimo di lenire il ns io soltanto la ns anima tornerebbe ad essere un deserto.
Come porsi, a volte il ns dolore
sembra il piu' grave di tutti ci si puo' rinchiudere a riccio di un passato funesto e reo, quindi nell'immobilita' piu' assoluta.
O aprirsi nella totalita' sentendosi parte integrante dell'insieme, decidere di nuovo di generare, ascoltare anche il mormorio del frusciare di una foglia.
Staccarsi dalla gabbia del dolore o delle tante prove, non dimenticare perche' l'amore come il dolore sono in noi, non si cancella quello che ti e' appartenuto, ma si puo' evolverlo nell'insieme.
Mutare il dolore riconoscendolo e dandogli la mano come se fosse tuo fratello e, con lui iniziare un cammino rigenerante.
L'anima non ha confini e limiti, siamo noi che l'ostacoliamo con le ns paure, certo non e' un lavoro facile, lo sgomento a volte e' tanto che puo' modificarne il corso.
Questo e' quello che a me piacerebbe fare, amare nella totalita', ma le gambe a volte mi tremano e la gola si serra.
Ho buttato giu' questi pensieri cosi' di getto.
un abbraccio
stefania

ISHTAR ha detto...

Ciao Tesoro mio
La tua situazione è la più difficile per una donna...
Sono un pochetino impegnata qui stanno piovendo articoli su articoli, e io do il mio contributo, ora ne sto trascrivendo alcuni per Baro, ci simao sentiti questa mattina e mi accennava ad una giornata che Haidi organizza tutti gli anni intorno al 20 luglio, e mi ha chiesto se venivo, orientativamente è fattibile ma dipende da come si muovono alcune cose poi ne parlimo magari fra qualche giorno: è da sabato che macino per il sito!
Appena posso rispondo anche alla tua mail, baci tesoro mio :-)

Anonimo ha detto...

Io da Haidi vado il 20 sicuramente ci saro', lo scorso anno rimasi 2 giorni, venne anche la squadra di rugby.
Questa volta vorrei se le cose procedono in maniera diciamo democratica, portare molti ragazzi.
Venerdi' ho una riunione vedo gia' d'iniziare il passaparola.
Quando hai tempo ci sentiremo x telefono.
baci
stefania

stella ha detto...

Complimenti per la capacità di esprimere sentimenti ed emozioni...non è da tutti.Non è assolutamente adulazione,la mia!

ISHTAR ha detto...

Stella
grazie, sento che non sei un'adulatrice, hai molto di più, solitamente gli adulatori quelli che io non amo sono persone che pensano così di ingraziarsi una persona magari perchè pensano di non avere qualità sufficienti per farzi apprezzare semplicemente per quello che sono!
E modestie a parte, mi sono accorta da un po di tempo di come riesca ad arrivare al cuore delle persone, lo sto scoprendo nei vari incontri e discorsi in cui mi ritrovo piacevolmente a partecipare!
Ciao e buona notte baci :-)

Nella ha detto...

Smack ho una cosa per te ...

veronica ha detto...

Quello che esprime questo passo non può essere contraddetto e i commenti sono stati tutti eaustivi. Aggiungo solo che io ho raggiunto questo modo di pensare per reazione alle delusioni (relativamente alla mia età!!!) che ho ricevuto. Seguo me stessa perchè è l'unico modo di stare bene.

Cesco ha detto...

Ciao Ishtar, scusa per il ritardo con il quale mi rifaccio vivo, purtroppo in questi giorni non ho quasi il tempo neppure di soffiarmi il naso :-)

Dunque, messa così è chiaro che le nostre opinioni in merito differiscono solo per le sfumature con le quali le viviamo. L'unica differenza sostanziale è quella riguardante il destino, che secondo me non è preordinato, ma sull'argomento ci sarebbero da spendere chilometri d'inchiostro, ed è questo il bello della filosofia (perchè in fondo è di questo che stiamo discutendo), e ci sono aspetti che portano entrambe le posizioni a contraddirsi autonomamente. Si può sintetizzare così: che abbia ragione io o tu, non si potrà mai essere certi. Ciao buon fine settimana

ISHTAR ha detto...

Nella
vengo spesso da te anche solo per godermi le foto!
Quindi abbi solo pazienza sono da una settimana un pochetto impegnata!
smack
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Vero
brava,segui te stessa comunque, del resto il mio motto è tutti sappiamo sbagliare, tanto vale farlo usando la nostra testa!
baci
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Cesco
quanti progressi dopo soli tre commenti, da più divergenze siamo arrivati a uno solo!
Non scusarti ognuno ha i suoi impegni!
Buon fine settimana anche a te, ciao

UIFPW08 ha detto...

Sono rimasto meravigliato, scusami se ho letto soltanto adesso.. la riflessione su cio è importante
grazie Silvia.

Precisazioni

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Buona lettura e buon divertimento!