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lunedì 23 luglio 2018

Equilibrio: realtà o illusione?

Spesso mi sono chiesta se esista veramente qualcosa che possa definirsi equilibrio. E' bello però pensare all'immagine dell'equilibrista che si esercita costantemente per non cadere dal filo...
Ma il vero equilibrista della vita per me è colui che riesce a trovare sempre un modo per risollevarsi, di rimettersi nuovamente su quel filo rosso o destino.
Per questo motivo mi rifiuto di credere che l'equilibrio sia qualcosa di stabile, cosa vi è nella vita di stabile? tutto muta e noi col tutto... Immaginate un bimbo che sale sull'altalena, che teme di cadere ma al contempo non smette di provarci e si dondola sempre più su, sempre più veloce o semplicemente dolcemente e lentamente per poter sfiorare la leggerezza o farsi inebriare dall'aria. Delle volte cade, si fa male, piange un poco ma questo non lo ferma. Ecco le cadute le possiamo paragonare alla paura, saggia compagnia di vita, che ci sostiene e ci ricorda che necessitiamo di usare anche la ponderazione, non solo l'istinto o gli altri sensi. Sta a noi considerarla un'alleata piuttosto che un ostacolo, perché se le permettiamo di frenarci, di non vivere ecco che sarà il nostro più grande nemico. Creiamoci il nostro reale personalissimo equilibrio :P







martedì 6 febbraio 2018

Amicizia: cosa è questo strano sentimento esigenza?

Ognuno matura le proprie esperienze, credenze, nel proprio vissuto, per cui faccio un tuffo nel mio passato.
Nel passaggio dalla fanciullezza verso la pubertà, la solitudine era per me un vero cruccio. Ne soffrivo terribilmente perché non era una scelta e la vivevo come una ingiusta imposizione. Ho sempre avuto un carattere decisamente particolare, non semplice ne tantomeno malleabile, per cui, col senno di poi suppongo che la mia parte di "colpa", se di colpa si può parlare, fosse questo enorme ostacolo...soprattutto nel contesto di esseri in continuo cambiamento. La mia forte personalità già ben definita si sposava decisamente in modo naturale col mondo degli adulti, eppure io non lo ero, e il bisogno di confrontarmi con le persone della mia generazione mi faceva vivere questa situazione in modo pesante e duro. Ho seguito varie fasi, una delle quali è stata quella di adattarmi agli altri in modo da snaturarmi, cercando di essere quella che volevano. Scelta maturata dall'autocolpevolizzarmi  dell'allontanamento delle persone. Compresa rapidamente l'inutilità scelsi di rimanere fedele a me stessa, di continuare ad essere una persona schietta che sempre diceva ciò che pensava... Iniziai così a gustare un altro mondo, osservare: non solo l'interno della mia anima ma anche tutto quello che mi circondava, favorendo la mia predisposizione all'introspezione,  apprendendo a conoscere me stessa per quella che ero realmente.
Col tempo ho appreso a  mitigare il mio carattere, anche grazie  a persone che sono arrivate nella mia vita con una consapevolezza maggiore e  hanno condiviso la loro saggezza :) Molte delle quali sono arrivate grazie al mondo virtuale, che non finirò mai di ringraziare. In questo spazio, a partire dalla scelta del mio nick name, per poter essere totalmente libera di essere me stessa, ho avuto la grande fortuna di riunirmi con anime affini :)
Oggi so che non si possono dare le perle ai porci, la mia schiettezza, onestà anche dura e cruda è riservata  alle poche persone che toccano il mio cuore a prescindere dal fatto che possano scegliere di essere nella mia vita comparse provvisorie o protagoniste costanti nel tempo.
Non spreco più energie in discussioni inutili, dove l'altro è peggio del sordo che non vuole sentire...Ne mi sento in dovere di dire sempre e comunque cosa penso a chiunque, non sono la madre ne tantomeno l'insegnante di nessuno...
Per cui se decido di essere parte della vita di qualcuno resto quella che sono, e accetto anzi gradisco se l'altro mi aiuta ad essere una persona migliore facendomi notare in cosa sbaglio...
L'amicizia è un esigenza naturale di noi esseri sociali ma non deve essere confusa con la paura di stare soli e o il bisogno di colmare vuoti. Non si possono appesantire persone e rapporti di responsabilità che non compete loro. Le delusioni ci stanno, ma alla fine della fiera penso che sia colpa nostra, ci illudiamo che gli altri agirebbero come noi, non accettiamo la natura imperfetta nostra e di rimando quella altrui, da persone inflessibili quindi mettiamo più muri di distanze piuttosto che occasioni di reciproca crescita... E siamo veramente in pochi a non presumere che se l'altro sbaglia non lo abbia fatto con cattive intenzioni... per questo sottolineo che ogni rapporto è strettamente legato al modo in cui trattiamo noi stessi..
Adesso adoro la solitudine, sto bene con me stessa, mi ci diverto proprio, ma non disdegno la compagnia di pochi, con rapporti adulti di reciprocità e accettazione dei rispettivi spazi e tempi. E se qualcuno decide di "sparire" d'improvviso non ci soffro, non mi attribuisco colpe inutili, accetto le scelte altrui, perché ognuno ha i suoi motivi che non sta a me giudicare.










venerdì 11 novembre 2016

Attegiamento positivo: un duro lavoro!

Penso che la strada verso il trovare l'atteggiamento positivo, il pensiero felice, la felicità dentro noi stessi sia molto relativo e personalizzato, ma bisogna predisporsi in modo aperto e propositivo, mettersi in discussione senza criticarci severamente o bonariamente, solo guardare, osservare, farsi domande, le cui risposte arriveranno nei modo più disparati, se si vuole ascoltare la risposta arriva...
Essere persone positive non ti rende immune dai sentimenti di sconforto, dal cadere giù, ma ti spinge ad accorciare il tempo in cui certi sentimenti, come ospiti senza preavviso albergano dentro di noi, per riprendere quello stato di consapevolezza che aiuta a procedere nelle varie incognite della vita. 
Che dire poi quando le persone "negative" o che assorbono la tua energia vitale sono proprio quelle che più ami, di certo non le puoi evitare, piuttosto dovremo apprendere a distaccarci, nel senso che non possiamo usare più energie di quelle che abbiamo ne per noi stessi ma tantomeno per sostituirci agli altri. Bisogna cercare di non farci annullare o contagiare dalle loro negatività, solo ricordiamo che ognuno di noi è nel suo personale cammino, e che nessuno è migliore o peggiore dell'altro...siamo al mondo per crescere ed apprendere



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Buona lettura e buon divertimento!