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https://www.youtube.com/watch?v=mYIfiQlfaas

venerdì 8 aprile 2016

Comunicazione: che grande problema!

C'erano una volta due bambine, una si chiamava Rabbia, l'altra si chiamava Tristezza.
Erano due bimbe simili che insieme si divertivano tantissimo ma come tutti, ogni tanto litigavano e in quei frangenti emergevano le loro differenze. Rabbia diventava furiosa, dava tutte le colpe a Tristezza, le diceva che era cattiva, sbagliata, che doveva cambiare..poi la rabbia era così forte che aveva bisogno di  sparire. Tristezza rispondeva con grande impeto alle accuse di Rabbia, aveva una forte corazza di autoprotezione, ma non se la prendeva tanto per le cose che le aveva detto, sapeva che Rabbia le voleva molto bene e quello era il modo che aveva per esprimere quanto si sentisse ferita, delusa dal non poter soddisfare un determinato bisogno. Tristezza diventava triste perché Rabbia dopo aver scaricato tutte le colpe del litigio su di lei, la isolava dalla sua rabbia, sparendo, tagliandola fuori, ma soprattutto perché non riusciva a capire come mai Rabbia che le dimostrava sempre tanto affetto non le avesse mai chiesto perché reagiva in quel modo, come si sentisse dentro etc...
Ma Rabbia e Tristezza sono due bimbe intelligenti che si vogliono veramente bene e a furia di litigi, incomprensioni troveranno il loro personale e adatto modo di comunicazione diventando sempre più unite :)
La comunicazione che potrebbe essere un grande mezzo diventa spesso un grande problema, soprattutto quando manca la volontà di volersi capire, di volersi mettere in discussione quindi nei panni degli altri...si rimane ancorati nelle proprie posizioni, che si credono le uniche giuste e corrette e si evita così di capire le relative posizioni e motivazioni. E anziché avvicinarsi e arricchirsi di punti di vista differenti ci si allontana.
E poi ci sono le parole. Ma sono veramente le parole che fanno male? o sono le paure che le fanno emergere in superficie, che dolgono come nervi scoperti ?






sabato 19 dicembre 2015

Caro papà
ti scrivo, perché so che puoi ascoltarmi, ovunque tu sia.
Sono passati più di 9 anni da quando ti hanno strappato alla vita, ti hanno strappato da me...
Eppure sembra ieri, perché il dolore è sempre forte.
Rifarei tutto, cercare la verità,  darti voce, e come Don chisciotte lottare contro i mulini a vento, per tentare di donarti giustizia.
Certo avrei fatto a meno di raccogliere il testimone dei tuoi compiti. E anche se non ricordo cosa sia la spensieratezza, ce la sto mettendo tutta. Si, ci provo a non tradire la mia promessa: non posso, non voglio morire pure io. Del resto ci sono varie forme di morte, come quella dell'anima, che si fa imbruttire dal dolore, che confonde la vita con la lotta, che dimentica che la vita è un dono. Sto cercando di accettare il mio destino, anche se spesso non è facile, e piuttosto che sfruttare la forza dei pesi come una leva, delle volte quei pesi mi schiacciano, e il forte senso di responsabilità ha addormentato la lava del vulcano che sta dentro di me... Ma non temere il mio sorriso non si spegnerà, non smetterò di avere un atteggiamento positivo, né la disperazione potrà sostarmi accanto, sono sempre quella bimba impetuosa che affronta le paure guardandole negli occhi :P
Sai, non è vero che sono priva di ambizioni, semplicemente le mie sono diverse dalle tue, io non desidero essere nessuno, ma solo me stessa, né fare carriera in qualsivoglia professione...
Forse in un'altra vita. Ma in questa sogno semplicemente di metter su famiglia, ma in modo consapevole e non perché è quello che genericamente la società impone.
Mi manchi tanto


https://www.youtube.com/watch?v=pUR2QxLJRE8

lunedì 31 marzo 2014

Live is Life - Opus







Guardare con gli occhi del senno del poi è veramente bello, sentire che tutto quello che è successo aveva un senso, anche la sofferenza, che maestra insegna... e rendersi conto che nessuno è "responsabile" del nostro soffrire, ma che siamo strumenti, specchi, che ci aiutiamo a vedere cose che altrimenti non avremo potuto notare...per scoprirci, per capire, per imparare ad amare veramente...e non per bisogno, ma perchè è un istinto naturale...

E non conta più ciò che è stato, è bello sentirsi liberi dal legame col passato, con le persone del nostro passato, e guardi con senso di compassione coloro che sono serviti da strumento della sofferenza, perchè anche quella è servita, e auguri a loro solo il meglio, tanta serenità e la strada verso la felicità, in fondo per imparare ad amare non si può evitare di sbagliare...per cui con nostalgia di questo spazio, profitto per augurare solo il meglio al mio passato, a tutto il mio passato e a chi ha deciso di farne parte...ish










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