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martedì 29 gennaio 2008

Un assaggio dalla mia autobiografia, per i più curiosi!



Questo è un assaggio della mia autobiografia:


...In più come se non bastasse ero instancabile e non esisteva per me dormire dopo pranzo, l’unico modo per placare la mia esuberanza era mettere alla radio la stazione che trasmetteva solo il genere musicale del momento: liscio, allora prendevo le scarpe di mia mamma con i tacchi rigorosamente, li adoravo già dall’ora, alcuni scampoli di stoffa che con spillini e annodamenti vari facevo diventare i miei abiti da ballo, iniziavo così a ballare per tutta la casa da sola immaginando di avere un cavaliere al mio fianco, e per concludere in bellezza, facevo il mio defilè, ad ogni cambio d’abito, nella stanza dei miei, che negli armadi avevano degli specchi enormi!

E’ comprensibile che mi chiamassero “Pippi calze lunghe” e “Gian burrasca”!

AH…un altro particolare che dimenticavo di raccontarvi è che rispondevo ai vicini di casa per difendere imiei genitori, non sopportavo come si facessero trattare e quindi ci pensavo io, ad esempio non era strano sentirmi dire: non si permetta di trattare così il mio papà…

Ma non è tutto, avevo la lingua tanto lunga che per litigare io davo botta e risposta come se nulla fosse mentre le mie antagoniste venivano consigliate dalle mamme!

Che caratterino!


...Poi iniziai ad andare alla scuola elementare che era molto vicino a casa mia, cosi volli andare da sola, anche perché mia madre andava a lavoro troppo presto e non volevo andare con mio padre. Lui mi accompagnava già all’asilo che era lontano perché, da quello precedente, che stava vicino alla scuola dove lavorava mia madre, mi annoiavo così tanto, che appena vedevo le suore distratte, scavalcavo il muretto di cinta e scappavo per andare dalla mia mamma.

Pensate che aspettavo che passasse il carrellino con gli zainetti, dopo di chè mi avvicinavo al muretto dicinta, che aveva i mattoncini messi tali che i miei piedini stavano benissimo in quei bucchetti, facevo finta di annusare i fiori fino a quando ero sicura di poter scappare senza che le suore se ne accorgessero!

Questo scherzetto lo feci talmente tante volte che mi dovettero cambiare asilo!

In questo anno ricordo che i miei mi regalarono la cameretta: la ricordo ancora, color legno naturale, era composta oltre da lettino singolo, da una scrivania accessoriata di libreria al fianco al quale si ergeva un armadio a due ante.

Vi starete chiedendo come mai io racconti un fatto così banale ma aspettate un attimo e capirete che così non è.

Infatti, dovete sapere che ero proprio una bambina spericolata, pensate che spesso salivo nella scrivania tramite la sedia, usavo la libreria come una scaletta per accomodarmi sopra l’armadio.

Lo scopo principale era quello di sfuggire ai rimproveri di mia madre, che ovviamente ci mise un po’ ascoprire questo nascondiglio. Ma non bastava!

Come ogni adulto, anche i miei genitori erano soliti mettere nei posti più alti le cose che non volevano chei bambini non toccassero, ma secondo voi io mi lasciavo scoraggiare?

Niente affatto! Ebbene ero solita arrampicarmi spesso e volentieri anche nella credenza con immensa preoccupazione e ansia dei miei!

Per non parlare di quando si andava a fare la spesa, avete presente il passaggio nel quale si fanno scorrere i carrelli, bé io mi dondolavo e appendevo come una scimmia da circo e pensate che i rimproveri dei commessi mi placassero? Niente affatto! Testarda come ero!


Ah... notate nello sfondo della foto, ci sono i mattoncini, quelli che scavalcavo per scappare da quell'asilo e andare dalla mia mamma!

A questo punto mi pare appropriato il video di
Pippi calzelunghe!
Ma non ci sta male neppure la canzone che più adoravo da piccola: The final countdown

Certo che oggi come minimo mi avrebbero imbottito di psicofarmaci!

10 commenti:

Anonimo ha detto...

altro che Pippi Calze Lunghe, quella era una mite, fin da piccola guarda che visetto arguto e attento ad ogni particolare.
A te tesoro non ti sfugge nulla, ma che discola a que santi dei genitori nemmeno una pennichella hai lasciato fare, sempre a provarti tacchi e farti bella, ma ad onor del vero debbo dire che fin d'allora avevi ragione SEI PROPRIO BELLA

STEFANIA

ISHTAR ha detto...

Grazie tesoro sei sempre gentile!
Spero che almeno ti sia fatta due risate, oggi ti servivano proprio!
Un bacione! :-)

Patrizia ha detto...

Ciao terremoto!!
Spero ti sia calmata da allora....o no? O e' giusto il detto: piccola peste torna a far danni?
Correggi gli "spicofarmaci" in psicofarmaci eh? vabbe' dai lo sai che penso avrei dovuto fare il correttore di bozze?
Ciaooooo.
Patrizia

ISHTAR ha detto...

Vedi lo sapevo non sai quanti errori e sbadataggini ho già corretto, grazie, correrò ai ripari!
Si ora sono leggermente più calma, insomma, be, bisognerebbe chiedere al mio cucciolo che pazientemente mi tollera da 10 anni!
I lavoretti dovrebbero aumentare,attendo chiamate, il che va benissimo, intanto mi godo un secondo giorno di ralax!
E dato che la mia amica è un pò impegnata a prepararsi per un esame universitario, mi toccherà chiedere rinforzi a qualche volontario!
Ciao

Anonimo ha detto...

Ciao bellissima!
Ma che terremoto, ma che pippicalzelunghe!
Mi sembra invece che tu sia stata una bambina più che normale.
D'accordo, ti sto misurando con il mio metro, e stà pur tranquilla che il mio metro misura giusto.
Che bello! Mi dispiace solo per la differenza di età, io e te insieme ci saremmo divertite moltissimo. Inoltre io ti avrei senz'altro aiutato a scavalcare il muretto.
Un bacione.
Tiziana

ISHTAR ha detto...

Ma Tizzy, l'età è un problema tutto mentale, e poi se salgo a Roma, quando potrò, dato che per ora mi pare molto in salita in vista di alcune scelte importanti che dovrò prendere per la mia vita non solo lavorattiva, te lo faccio vedere io, ci divertiamo di sicuro, e se devo dirla tutta, io non è che mi ci piglio tanto con le mie coetanee solo con quelle mature di testa!
Poveri i miei genitori però io sono la penultima di 5 figli!
Ciao!

Giorgio ha detto...

Per Tizzy, emiliana di Budrio (Bo), dovrai 'salire' molto più che a Roma, dove troverai, invece, Stefania, Mauro, Elio, Rolando, Alfredo, Nicoletta... tutta bella gente che già frequenti in Fede e un povero vecchio grosso, e adesso anche barbone, che sono io.
Ti ringrazio per i tuoi passaggi, sotto diverse spoglie e nei miei diversi messaggi, di ieri e di oggi: la vostra iniziativa che descrivi sul nuovo post in tema di "accoglienza" ha grandissimo spessore sociale... ovviamente, nel centrosud del continente, non abbiamo tempo da perdere appresso a certe quisquilie, siamo troppo impegnati a cacciare gli abusivi e a vedere come fare a rispedire a casa anche quelli ai quali abbiamo incautamente concesso il permesso di soggiorno... troppo impegnati a scimmiottare Bossi, Fini e il nano malefico.
Hai mai pensato a costituire una piccola impresa di pulizie... dato che Cagliari, che non sarà una metropoli, è certamente una città grande e piuttosto vicina... non potrebbe essere un'idea? Nell'area metropolitana romana va molto e con apprezzabile successo...
Ciao gioia di nonno.
Giorgio.

ISHTAR ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Patrizia ha detto...

Non ti chiamava Nicoletta...... Nicoletta e' una dei "romani"...ahahahah!
Grazie per il link....peccato che manchi una "m".....seiunica!

Giorgio ha detto...

Meno male che c'è la vecchia zia Patty alla quale nulla sfugge... è che io non sono abituato a rispondere sul mio blog e quindi non vado a cercare nel tuo le risposte ai miei quesiti... e non mi riferisco tanto a Nicoletta Lollobrigida (si chiama proprio così... ), già presidente della sez. romana del Comitato Verità per Aldro, quanto all'impresetta... alla quale - anche alla luce del tuo impegno con 'lui' di carattere soprattutto amministrativo -, penserei concretamente... Manuela, un amore nato 46,5 anni fa e sempre sulla cresta dell'onda, amministratore unico e senza obbligo di rendiconto della nostra casa, fa spesso riferimento all'utilità dell'indipendenza economica della moglie... ti ripeto, io sono addirittura all'oscuro delle vicende dei nostri soldi, ma per lei, evidentemente, ci sono remore di spese che non sostiene volentieri senza il mio previo consenso... se è così, questo talvolta può rappresentare un handicap... comunque, una riflessione da fare o da buttare nel cestino, non sono geloso.
Ti aspetto da me, così sono certo di leggerti con tempestività.
Giorgio.

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